È disponibile sulla Rivista We Wealth il nuovo contributo dell’avvocato Cristina Riboni, in collaborazione con la dottoressa Arianna Ilari, dedicato a uno dei più recenti e delicati casi di restituzione.

Klaus Kallmann, 98 anni, chiede da quasi un decennio la restituzione del dipinto “Hôpital Saint-Paul à Saint-Rémy-de-Provence” di Van Gogh – oggi conservato al Musée d’Orsay di Parigi – appartenuto al nonno Felix, avvocato e collezionista ebreo tedesco la cui collezione fu dispersa con l’ascesa al potere di Hitler.

Ciò che rende il caso particolarmente complesso non è la natura della perdita, ma l’assenza di documentazione: la provenienza dell’opera presenta un vuoto di circa due anni, tra il 1932 e il 1934, privo di qualsiasi traccia di sequestro o confisca. La questione centrale è allora la seguente: quando una vendita, pur formalmente regolare, può considerarsi avvenuta sotto la pressione della persecuzione nazista?

Un contributo di lettura consigliata per chiunque si interessi al diritto dei beni culturali, alla storia delle spoliazioni e alle sfide ancora aperte della restituzione.

Buona lettura!

Per un maggiore approfondimento: Il Van Gogh di Kallmann: un nuovo caso di restituzione