Il 30 marzo è stata pubblicata la Legge 17 marzo 2026, n. 40, che interviene in modo significativo sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, proseguendo il percorso di semplificazione avviato con la riforma del 2017.
Tra le principali novità si segnala l’innalzamento a 50.000 euro della soglia di valore per l’uscita definitiva dal territorio nazionale delle opere di autori scomparsi da oltre 70 anni (con la soglia per le opere librarie che resta invariata a 13.500 euro). Viene inoltre introdotta la possibilità di ritirare la richiesta di attestato di libera circolazione prima della sua definizione da parte dell’amministrazione.
La riforma incide anche sulla validità delle autocertificazioni, estesa a cinque anni e quindi equiparata a quella dell’attestato di libera circolazione. Per i beni notificati, viene eliminato l’obbligo di autorizzazione preventiva in caso di cambio di dimora o sede del detentore, fermo restando l’obbligo di comunicazione e la possibilità per il Ministero di adottare misure cautelari entro 30 giorni.
Particolare rilievo assume infine la disciplina delle opere di autori stranieri: l’attestato di libera circolazione non potrà essere negato in assenza di un accertamento specifico del loro legame con la storia della cultura italiana.
La riforma segna un ulteriore passo verso un equilibrio più moderno tra tutela del patrimonio e dinamiche del mercato, valorizzando il dialogo tra istituzioni, collezionismo e operatori del settore.
È possibile consultare il testo completo della riforma al seguente link: L. 17 marzo 2026, n. 40 (G.U. 30 marzo 2026)