Lo scorso novembre, la Corte di Cassazione francese ha emesso una sentenza di grande rilievo in materia di opere d’arte saccheggiate, avente ad oggetto la collezione di Armand Dorville, noto collezionista ebreo francese.
I fatti essenziali sono i seguenti.
Nel 1942, nel Sud della Francia, la collezione di Dorville venne venduta all’asta sotto il regime di Vichy. Sebbene l’esecutore testamentario nominato dallo stesso Dorville avesse consegnato le opere all’agente incaricato della vendita, il giorno dell’asta il governo di Vichy sostituì l’esecutore con un commissario di propria nomina e confiscò i proventi della vendita – pratica nota come “arianizzazione” dei beni ebraici.
La Corte di Cassazione ha statuito che, nonostante l’apparenza di una cessione volontaria di beni privati, la nomina del commissario costituiva una misura exorbitante de droit commun, ovvero estranea al diritto comune, e che la vendita deve pertanto essere qualificata come spoliazione.
Il caso è stato approfondito dall’avvocato Giuseppe Calabi insieme alla storica dell’arte e curatrice Sharon Hecker, in un articolo pubblicato sulla rivista We Wealth.
Buona lettura!