Nel mercato dell’arte, la recente sentenza della Corte d’Appello inglese nel caso Sotheby’s versus Mark Weiss Limited & Ors ha sollevato questioni cruciali sulle “gav proviso“, specialmente quando si tratta di autenticità. La clausola “as is” nelle vendite d’arte richiede che l’acquirente, entro un certo periodo, sollevi dubbi sull’autenticità e restituisca l’opera senza danni. Tuttavia, questa clausola non si applica se esiste un’opinione condivisa sull’autenticità.

La Corte ha chiarito che la clausola non si applica se la descrizione dell’opera nel catalogo riflette opinioni generalmente accettate dagli studiosi. La divergenza di opinioni deve essere ampiamente riconosciuta, non basata su una minoranza isolata. La decisione solleva domande sulla responsabilità del venditore e delle case d’aste. L’equilibrio tra la tutela dell’acquirente e l’interesse del mercato richiede chiarezza nelle descrizioni e trasparenza sulle opinioni degli esperti.

Il caso Sotheby’s versus Mark Weiss Limited & Ors sottolinea la complessità del mercato artistico e l’importanza di definire chiaramente “opinioni generalmente condivise“. La trasparenza diventa fondamentale per garantire un mercato equo e senza ambiguità.

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