Ad agosto la Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia avente ad oggetto l’opera di Jeff Koons denominata Serpents, prodotta in serie e variamente siglata dall’artista che, a distanza di anni, ne ha disconosciuto un esemplare, giudicandolo un “prototipo imperfetto e mai approvato”, del quale mai autorizzò la commercializzazione.

Giuseppe Calabi e Sharon Hecker commentano la pronuncia della Suprema Corte, ci spiegano di quale tutela possa godere il collezionista ignaro che ha acquistato un’opera in seguito disconosciuta e quali siano i limiti che un’artista deve rispettare nel disconoscere una sua opera, al di là del significato artistico di tale scelta.

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Buona lettura!

Un esemplare di «Serpents» (1988) di Jeff Koons. Cortesia di Christie’s